Il tema del controllo di gestione sta ritornando ad essere di grandissima attualità. Questo ritorno d’interesse, ovviamente, è stato determinato in larga parte anche dall’ambiente esterno e dalle sue dinamiche talvolta davvero molto difficili da prevedere.
Non sono passati 50 anni invano dal primo lavoro di Robert N. Anthony del ‘65 che dava una definizione ormai ampiamente superata di controllo di gestione: il controllo di gestione è il processo attraverso il quale il management si assicura che le risorse vengano reperite e utilizzate in modo efficace ed efficiente.
Con una definizione di questo genere sembrava scontato che il controllo di gestione fosse la soluzione a tutti i problemi ma in realtà, purtroppo, pur dotandosi di sistemi e strumenti di controllo di gestione sofisticati, le aziende non sono riuscite ad essere più di tanto efficienti e molto spesso neanche efficaci e il controllo di gestione ha vissuto momenti di ripensamento.
Alla fine ci si è accorti che forse erano troppo elevate le aspettative nei confronti del controllo di gestione; tuttavia il fatto che questo strumento apparisse come uno strumento importante non veniva meno pur riconoscendo il fatto che non ci si poteva affidare “soltanto” a questo meccanismo operativo.
Lo stesso Anthony nel 1987 ha proposto un altro libro: “the management control function” nel quale faceva tutta una serie di riflessioni arrivando ad una definizione di controllo di gestione abbastanza diversa da quella del ‘65: controllo gestione è il processo attraverso il quale il management cerca di influenzare i comportamenti delle persone al fine di realizzare la strategia.
Cosa significa passare dal vecchio controllo gestione, a un controllo di gestione più rispondente alle esigenze delle imprese di oggi?
Per prima cosa bisogna capire che il controllo deve essere anche a supporto della strategia, deve aiutare il management dell’azienda a capire come si sta evolvendo la posizione dell’azienda sul mercato attraverso un controllo nel tempo e nello spazio in un contesto Super Competitivo ossia in un contesto in cui vi è concorrenza e anche particolarmente aggressiva, in un mercato che risponde in modo anche imprevedibile alle sollecitazioni che provengono da più attori.
Per fare controllo di gestione nell’attuale contesto, in maniera efficace, bisogna spostarsi progressivamente dalle variabili risultato, cioè da quelli che sono i risultati effettivi, dal ROI al ROA ai vari EBITDA, per andare sulle cause e quindi individuare i driver di questi risultati.
(“pillola” tratta da un intervento del Prof. Alberto Bubbio)